about me:

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intervista di Anny ballardini:
Come dice Lei, sembra che Bolzano lo scorso settembre sia fiorita ai livelli di una Biennale, come spettatori o addetti ai lavori ci siamo trovati a correre da un luogo all'altro per seguire eventi eccezionali. In qualità di Direttore della Ripartizione di Cultura Italiana, quali sono le Sue osservazioni a proposito?


Bolzano non é una cittá d'arte. Bolzano aveva le premesse per diventare una cittá di cultura. Si é lavorato molto, da diversi anni per ampliare l'offerta, stimolare un nuovo pubblico. La risposta é stata anche superiore alle aspettative e giustamente oggi la vivacitá culturale é motivo d'orgoglio per la Cittá e per la Provincia.

transart03 ha ricevuto da parte dell'Assessorato alla Cultura Italiana il premio di "manifestazione di eccellenza", ci vuole spiegare le motivazioni di questa scelta?
Si trattava per la precisione del premio innovazione, in particolare l'Associazione TRANSART di Appiano è stata premiata per l'attività culturale organizzata nel corso dell'anno 2002. Il programma di TRANSART è stato selezionato come riconoscimento del successo dell'esperienza di proporre un calendario artistico di forte carica innovativa, in spazi inconsueti e suggestivi, mantenendo comunque una fortissima adesione del pubblico e un livello qualitativo molto alto. La forte valenza innovativa della proposta emerge anche dalle modalitá di pianificazione e dalla notevole capacitá di attrarre anche il sostegno privato.
Alla conferenza stampa ha definito gli organizzatori di transart "maestri della dislocazione", vorrebbe commentare ulteriormente? 

Oggi si assiste ad un rapido mutamento dei gusti del pubblico e delle abitudini nei consumi culturali. Gli esperti hanno da tempo analizzato la progressiva diminuzione dell'"andare a teatro", "andare al cinema", "andare ai concerti" a favore della consapevolezza di "andare a vedere quel determinato regista teatrale e la sua messinscena", "andare a vedere quell' attore o quel regista nel film x", "ascoltare l'interpretazione della sinfonia x per mano del maestro y". E' un processo di crescita nella consapevolezza. Parallelamente hanno meno  significato i contenitori a favore dei contenuti e quindi accanto ai tradizionali luoghi della cultura il pubblico affolla le letture di poesie nei siti archeologici, i musei all'aperto, le rappresentazioni teatrali per le strade o nei castelli, i concerti negli spazi industriali..

Secondo Lei, cosa convalida il grandissimo successo di transart? In qualità di Dj e amante dell'arte, quali sono secondo Lei le maggiori direzioni artistiche, cosa è l'arte alla fine del 2004 e in che direzione si sta avviando il contemporaneo?

La mia parte finale é spiegata con parole molto piú efficaci delle mie in un bellissimo libro di Baricco Ne parlavo in un mio vecchio articolo sull'Alto Adige che trascrivo in parte qui sotto. Il riferimento risale al concerto diretto da Claudio Abbado con l'Orchestra Giovanile Europea: … E' esattamente il contrario delle rassicurazioni che cerca gran parte del popolo dei concerti della cosiddetta musica classica, o quelli che invece cercano il fracasso e lo snaturamento delle partiture per compiacersi dell'originalità fine a se stessa. Le più convincenti parole intorno a questi ragionamenti sono state scritte da Alessandro Baricco, nei suoi storici interventi su "la Repubblica" e in un breve volume che consiglio sempre a chi si interessa di musica e di gusto. Si chiama "La logica di Hegel e le mucche del Wisconsin. Una riflessione su musica colta e modernità", tradotto in molte lingue. Baricco è uscito con un testo su guerra, sangue, vendette e vittorie (c'è qualcosa di meno moderno di questo?), e c'è da augurarsi che la sua abilità intorno a temi così gravi sia pari a quella, eccelsa, di divulgatore di cultura e di critico musicale. Il suo testo su musica e modernità porta il lettore per mano ad osservare il "compiaciuto consesso di morti viventi" che ha reso la musica classica una cartolina di se stessa, che ha premiato generazioni di pedissequi esecutori e molto meno i pochi in grado di interpretare, di rendere meno controllata e quindi noiosa, poco emozionante la nostra serata, perché il piacere fa poco chic, fa poco colto. Baricco ci conduce per mano a capire che certa musica cosiddetta contemporanea (quella dodecafonica, atonale, quella punitiva, che, guarda.., non puoi capire) sia ormai finalmente da accettare, come chiaro esempio di un binario morto: non è avanti, scrive, "è altrove". Avete presente Alberto Sordi e la moglie Erminia spediti dai figli intelletualoidi per vacanze intelligenti? Quella.
Vietarsi il piacere, non assecondare la naturale inclinazione dei sensi, giocare sul linguaggio senza proporre contenuti, piaccia o meno, è il principale segno dell'essere fuori del nostro tempo. Sono Puccini e Mahler, secondo Baricco ad aver intuito la modernità, a non aver avuto paura o vergogna di offrire piacere, di proporre uno spettacolo, di meravigliare, di mescolare, di scendere un po' per poter portare ancora più in alto, a non cercare il nuovo solo nel cambiamento dei meccanismi del linguaggio, come invece hanno fatto certe sedicenti avanguardie.
Vietarsi il piacere, non assecondare la naturale inclinazione dei sensi, giocare sul linguaggio senza proporre contenuti, piaccia o meno, è il principale segno dell'essere fuori del nostro tempo. Sono Puccini e Mahler, secondo Baricco ad aver intuito la modernità, a non aver avuto paura o vergogna di offrire piacere, di proporre uno spettacolo, di meravigliare, di mescolare, di scendere un po' per poter portare ancora più in alto, a non cercare il nuovo solo nel cambiamento dei meccanismi del linguaggio, come invece hanno fatto certe sedicenti avanguardie. Cosa possiamo imparare da questo punto di vista? Che se il mondo è complicato e serve a poco tentare di ricondurlo al "rigore", all'"ordine formale", ad un "linguaggio rarefatto". Vi state già addormentando, non è vero?
Il mondo è complesso, mischiato, confuso, affannato dalla sua velocità sempre crescente? Inutile cercare di creare oasi artificiose e ordinate, bravo è chi riesce a raccontarci quella complessità. Volete la musica contemporanea, allora i ben informati ci suggeriranno di ascoltare i Chemical Brothers, i Gotan Project, Timo Maas. Mai sentiti? Fra qualche anno saranno già dei classici. Un bellissimo saggio di Omar Calabrese spiega l'estetica moderna aiutandosi con il temine "Barocco" (contrapposto alla categoria "Classico"), anzi neobarocco. E' ciò che eccita, con ritmo e ripetizione, eccesso, instabilità, disordine e caos, pressappoco e non-so-che, l'arte del disordine, che è pur sempre una geometria, come insegnava il genio che ha applicato i frattali

on english:
As you say, it seems that Bolzano last September simply blossomed to the height of a Biennale, we were almost running from one place to the other to follow exceptional events. As the Director of the Italian Cultural Department, would you like to comment on this event?

Bolzano is not a city of art. Bolzano had the potential to become a city of culture. We have worked hard for several years to increase the offer, to stimulate a new audience. The answer has been superior to all expectations, and fairly enough today the cultural liveliness is a reason for pride for the Town and for the Province.

transart03 received by the Italian Cultural Assessorship the prize for "excellence", would you like to explain the motivations of this choice?

To be precise, it was the prize for innovation. In particular the TRANSART Association of Appiano was prized for the cultural activity carried out in the year 2002.
The program of TRANSART was selected and recognized for its success and experience in offering an artistic calendar with a strong innovative charge in unusual and suggestive spaces, by keeping a strong closeness with the audience and a very high qualitative level. Its great innovate valence of the offer stems also from the modalities of the project and from the great capacity of attracting also a private support.

At the press conference you defined transart organizers as masters of dislocation, could you further comment?

We are witnessing today a quick change in the choices of the audience and in the habits of cultural consumption. Experts have since long analyzed a progressive decrease in "going to the theater", "going to the cinema", "going to concerts" balanced by the awareness of "going to see that theater director and his/her staging", "going to see that actor or that director in …", "listen to the interpretation of the … symphony directed by …". It mirrors a process of growth in awareness. At the same time less meaningful are containers when compared to contents. Therefore, besides the traditional sites of culture, people gather for poetry readings at archeological sites, at open-air museums, at theatrical performances in the streets or at castles, at concerts in industrial places.

Why do you think transart is so successful? As a Dj and art lover, which do you think are the major artistic directions, what is art at the end of 2004, and towards which aim is contemporary art heading to?
My final part is explained with better words than mine in a beautiful book by Baricco. I mentioned it in an old article on Alto Adige, reference is made to the concert directed by Claudio Abbado with the European Youth Orchestra, and I will partly copy it here underneath: … It (the concert) is the exact opposite of the assurances most people look for at so-called classical music concerts, or who instead look for chaos and the distortion of scores to please themselves with an originality finalized to itself. The most convincing words on this specific thought were written by Alessandro Baricco in his historical articles on "la Repubblica" and in a brief volume that I always advise those who are interested in music and tendencies: "Hegel's logic and the cows of Wisconsin. Thoughts on educated music and modernity", translated in several languages. Baricco published a text on war, blood, revenge and victory (is there anything less modern than this?), and we have to wish that the talent he shows with such grave topics equals his other sublime capacity he shows as a cultural expert and music critic. His text on music and modernity leads the reader step by step to observe the "pleased gathering of living dead" that has made of classical music the postcard of itself, that awarded generations of slavish performers instead of few true interpreter, of making of our evening a less controlled, thus boring, less emotional event; because pleasure is little chic, it is depicted as less educated. Baricco brings us to the notion that some so-called contemporary music (the dodecaphonic, atonal, the punitive one, see… you cannot understand it) is finally to be accepted as a clear example of a dead track: it is not ahead, he says, "it is somewhere else". Can you picture Alberto Sordi and his wife Erminia sent by their pseudo-intellectual children on intelligent holidays? Well, that one. To forbid pleasure, not to second the natural inclination of our senses, to play with language without offering any contents, you like it or not, is the main sign of being out of our times. Puccini and Mahler, says Baricco, intuited modernity, they did not fear or were ashamed of offering pleasure, of suggesting a show, of marveling, of mixing, of stepping down a little to bring us even higher; they did not look for the new only in a change of the mechanism of language, as instead some so-called avant-gardes did. Therefore, thank you, Maestro Abbado – to listen to an orchestra directed by You always offers generous pleasure.
What can we learn from this point of view? If the world is complicated, little can be done to try to bring it back to "rigor", to a "formal order", to a "rarefied language". You are already falling asleep, aren't you?
Is the world complex, mixed, confused, troubled by its increasing speed? It is useless to try to create sly and well-ordered oases, a bravo to the one who is able to tell us of that complexity. Do you want contemporary music? Those who know well will suggest the Chemical Brothers, the Gotan Project, Timo Maas. Never heard of them? In a couple of years they will already be classics. A wonderful essay by Omar Calabrese explains modern aesthetics by using the term "Baroque" (as opposed to the category of "Classical"), better, neo-baroque. What excites, through rhythm and repetition, excess, instability, disorder, and chaos, more or less and I-do-not-know-what, the art of disorder, which is still a geometry, as the genius who applied the fractals taught.
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Antonio Lampis (1964)

               has a degree in Law. He studied public and communication management, and history of social and political formations.

From 1997 he has been the manager of the Autonomous Province of Bolzano as the director of Department 15 (Italian Culture). He previously worked (from December 1983) at the State Commissary's Office for the Province of Bolzano. He performed among many, the duty of vice principal private state secretary, and finally person in charge for the law and legislative Affairs of the Commissary's Office for the province of Bolzano. For the Presidency of the Council of the Ministries he carried out consultative activities, thus contributing to the drafting of some legislative decrees. He took part as the coordinator for the Trentino South-Tyrol region, in the Projects aimed to the Italian National Research Council, directed by Professor Sabino Cassese (Project on responsibility in Public Administration).

He taught courses in constitutional right, and teaches various masters in economy of the spectacle. He is the vice-president of the Civic theater and auditorium foundation in Bolzano, member of the commission culture and society for ARGE ALP, of the assembly for the association for the Economy of culture. He organized editorial activity, meetings, conferences and formation courses, he wrote for the newspaper Alto Adige. Journalist, author of two monographs, speaker at numerous meeting on topics related to his publications: autonomy of South Tyrol, rights for linguistic minorities, public management, marketing, cultural organizer and promoter. Vicepresidente of the fondazione teatro e auditorium di Bolzano www.ntbz.it
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Discussione:VIDEOART AND FASHION-DESIGN: ONLY ONE VISUAL-CULTURE ? ESISTE UN'UNICA "CULTURA DEL VISIVO?" ore 20:00 13.09.03 in collaborazione con transart03 www.transart.it

 

PARTECIPANTI: DJ SPOOKY ANTONIO LAMPIS (DIRETTORE DI RIPARTIZIONE, ASSESSORATO ALLA CULTURA DI LINGUA ITALIANA) PAOLA GANDOLFI (ARTISTA) MARCO MARIA TOSOLINI (COMPOSITORE)  VALERIO DEHÒ (CURATORE DELLA MOSTRA) LEANDER SCHWAZER (PUBBLICISTA)    
Alcune considerazioni sul  tema odierno:

Anche in omaggio al nostro ospite americano vorrei concentrarmi sul  rapporto tra il visivo e la musica, rapporto che é stato oggetto di un ampia iniziativa di ricerca, racchiusa nella mostra e nel catalogo MusicaxOcchi Eyemusic. (sul rapporto che intercorre tra arte contemporanea e musica, tra visioni e suoni. Tema centrale della mostra – a cura di Paola Tognon – è il confronto tra alcune delle più stimolanti realtà culturali che operano nell'ambito visuale e musicale alla ricerca di affinità, contrasti e simmetrie, in un percorso sensoriale dislocato presso centri e istituzioni della città. )Sull'argomento va ricordato il fondamentale contributo del Teatro d'Opera, forse il punto d'arrivo di un approccio multimediale della civiltá occidentale degli scorsi due secoli.

Oggi, come scrive Maria Rosa Sossai, é evidente che il concetto di figura e di immagine ha acquistato una specifica qualitá ritmica, mentre la musica accentua il suo carattere narrativo, supera la sola sonoritá e diventa una possibile forma dello spazio. Le istallazioni musicali nei musei hanno incontrato grande favore di pubblico, perché accentuano il carattere di spettacolaritá dell'arte visiva, un carattere decisivo nell'estetica dei nostri anni, giustamente all'insegna neobarocca come bene scrive Omar Calabrese. Omar Calabrese spiega l'estetica moderna aiutandosi con il termine «Barocco» (contrapposto alla categoria «Classico»), anzi neobarocco. E' ciò che eccita, con ritmo e ripetizione, eccesso, instabilità, disordine e caos, pressappoco e non-so-che, l'arte del disordine, che è pur sempre una geometria, come insegnava il genio che ha applicato i frattali. Insomma niente può essere più vecchio di certa arte contemporanea. In musica sono Puccini e Mahler, secondo Baricco ad aver intuito la modernità, a non aver avuto paura o vergogna di offrire piacere, di proporre uno spettacolo, di meravigliare, di mescolare, di scendere un po' per poter portare ancora più in alto, a non cercare il nuovo solo nel cambiamento dei meccanismi del linguaggio, come invece hanno fatto certe sedicenti avanguardie: certa musica cosiddetta contemporanea (quella dodecafonica, atonale, quella punitiva, che, guarda.., non puoi capire) sia ormai finalmente da accettare, come chiaro esempio di un binario morto: non è avanti, scrive, «è altrove». Per l'arte figurativa possiamo dire di aver imparato molto dal sottile filo blu sulla grande tela bianca, dai venti sassi disposti per terra. Grazie davvero, riflessione necessaria, ma ora è studio non emozione.

Oggi, come scrive Maria Rosa Sossai, é evidente che il concetto di figura e di immagine ha acquistato una specifica qualitá ritmica, mentre la musica accentua il suo carattere narrativo, supera la sola sonoritá e diventa una possibile forma dello spazio. Le istallazioni musicali nei musei hanno incontrato grande favore di pubblico, perché accentuano il carattere di spettacolaritá dell'arte visiva, un carattere decisivo nell'estetica dei nostri anni, giustamente all'insegna neobarocca come bene scrive Omar Calabrese. Omar Calabrese spiega l'estetica moderna aiutandosi con il termine «Barocco» (contrapposto alla categoria «Classico»), anzi neobarocco. E' ciò che eccita, con ritmo e ripetizione, eccesso, instabilità, disordine e caos, pressappoco e non-so-che, l'arte del disordine, che è pur sempre una geometria, come insegnava il genio che ha applicato i frattali. Insomma niente può essere più vecchio di certa arte contemporanea. In musica sono Puccini e Mahler, secondo Baricco ad aver intuito la modernità, a non aver avuto paura o vergogna di offrire piacere, di proporre uno spettacolo, di meravigliare, di mescolare, di scendere un po' per poter portare ancora più in alto, a non cercare il nuovo solo nel cambiamento dei meccanismi del linguaggio, come invece hanno fatto certe sedicenti avanguardie: certa musica cosiddetta contemporanea (quella dodecafonica, atonale, quella punitiva, che, guarda.., non puoi capire) sia ormai finalmente da accettare, come chiaro esempio di un binario morto: non è avanti, scrive, «è altrove». Per l'arte figurativa possiamo dire di aver imparato molto dal sottile filo blu sulla grande tela bianca, dai venti sassi disposti per terra. Grazie davvero, riflessione necessaria, ma ora è studio non emozione.
Vjing una risposta a bisogni umani di allargamento dell'area di coscienza ?

E' indubbio che la storia umana é accompagnata dai ritmi affiancati da forte impatto visivo. dal Sufi al Flamenco, dalla Taranta  ai balli tondi ed alle danze tribali, la ricerca della trance é perseguita attraverso  una stretta connessione tra il visivo ed il suono. E' quel bisogno che gli studi etnografici e psichiatrici chiamano "dissociazione positiva" utile per continuare a svolgere i ruoli sociali caratterizzati da responsabilitá, ma anche da ripetitivitá.. La metamorfosi che induce anche se per poco il connubio tra immagini suoni folla é evidente e accompagna le comunitá umane da sempre. Su questa linea puó comprendersi il sostegno anche pubblico alle ricerche dei Vj tedeschi ed inglesi, esplicitamente rivolte alla ricerca dello stupefacente non chimico (quello chimico latore di dissociazione "negativa"). Curioso che alcuni prodotti commerciali del genere si chiamino esplicitamente Virtual Drug.E' particolarmente significativo come esperienze sensoriali di tipo psichedelico siano improvvisamente uscite dalle possibilitá di pochi addetti ai lavori o appassionati ed entrati in ogni pc, prima timidamente nei lettori di mp3 come MusicMatch o Winamp ora invece in tutte le case, incorporati in Windows Media Player. Seppur rudimentali i loro visual offrono un primo approccio anche all'utente comune e la scelta commerciale non sarebbe stata fatta se non nella consapevolezza di rispondere ad un bisogno particolarmente sentito. Dietro tutto ció, come per i videogames, nuovo lavoro per gli artisti ed un nuovo luogo virtuale ma infinito per le loro opere.

E' indubbio che la storia umana é accompagnata dai ritmi affiancati da forte impatto visivo. dal Sufi al Flamenco, dalla Taranta  ai balli tondi ed alle danze tribali, la ricerca della trance é perseguita attraverso  una stretta connessione tra il visivo ed il suono. E' quel bisogno che gli studi etnografici e psichiatrici chiamano "dissociazione positiva" utile per continuare a svolgere i ruoli sociali caratterizzati da responsabilitá, ma anche da ripetitivitá.. La metamorfosi che induce anche se per poco il connubio tra immagini suoni folla é evidente e accompagna le comunitá umane da sempre. Su questa linea puó comprendersi il sostegno anche pubblico alle ricerche dei Vj tedeschi ed inglesi, esplicitamente rivolte alla ricerca dello stupefacente non chimico (quello chimico latore di dissociazione "negativa"). Curioso che alcuni prodotti commerciali del genere si chiamino esplicitamente Virtual Drug.E' particolarmente significativo come esperienze sensoriali di tipo psichedelico siano improvvisamente uscite dalle possibilitá di pochi addetti ai lavori o appassionati ed entrati in ogni pc, prima timidamente nei lettori di mp3 come MusicMatch o Winamp ora invece in tutte le case, incorporati in Windows Media Player. Seppur rudimentali i loro visual offrono un primo approccio anche all'utente comune e la scelta commerciale non sarebbe stata fatta se non nella consapevolezza di rispondere ad un bisogno particolarmente sentito. Dietro tutto ció, come per i videogames, nuovo lavoro per gli artisti ed un nuovo luogo virtuale ma infinito per le loro opere.
E'prossima quindi l'uscita dall'Underground ??
E'prossima quindi l'uscita dall'Underground ??
Indubbiamente il Dj é l'artista degli ultimi decenni, tanto che ormai ogni parrucchiera rischia di doversi procurare il proprio dj set live. A parte la battuta é un bene per la musica, perché la crescita di un mediatore culturale aiuta a distinguere dalla tanta spazzatura quello che vale il nostro tempo, il dj fa oggi quello che ha fatto il libraio ed il bibliotecario nel campo editoriale.Per l'unione tra visivo e suono si apriranno certamente nuovi spazi, anche fuori dalla scena della notte alternativa. Mi pare profetico il saggio di John TUSA, ( in Art Matters – Reflecting on Culture, Methuen Publishing, London, 1999 e 2000) L'autore, noto direttore del Barbican Centre di Londra, proviene da una celebrata esperienza televisiva presso la BBC. Sua è la proposta dell'utilizzo di alcuni schemi della più qualificata divulgazione televisiva, anche nello spettacolo dal vivo. Nel capitolo "The Concert of the Future" Seeing will be Hearing (!!!) è tracciato un programma di sopravvivenza dello spettacolo dal vivo, che si fonda sulla sinergia tra il video e orchestra.  Qualcuno forse inorridirà, ma ogni forma di comunicazione diretta, magari proprio con le tecniche televisive ormai connaturate alla percezione di diverse generazioni, può essere di gran lunga più efficace di tante recensioni o dei più o meno buoni libretti di sala.  La sua proposta si concentra sulla realizzazione in video di brevi  momenti di informazione – spiegazione o l'incontro con gli artisti, per comunicare direttamente che cosa vuol  raccontare lo spettacolo, come si contestualizza, quali strumenti comunicativi sono utilizzati,  qual' è il punto di vista del regista  o direttore. Tuttavia c'é da aspettarsi la realizzazione di visual sulle orchestre sinfoniche, a parziale superamento di quel carattere castigato e apollineo che da Beethoven in poi é stato imposto all'ascolto della cosiddetta musica colta.

9 settembre 2003                                                                                                    Antonio Lampis   


 

VIDEOART AND FASHION-DESIGN: ONLY ONE VISUAL-CULTURE

Observations on today's topic:

 As an homage to our American guest, I would like to concentrate on the relationship between visual and music, relationship which has been the object of a wide initiative based on research, within the exhibition – with its related catalogue – MusicaXOcchi – Eyemusic (on the relationship between contemporary art and music, between visions and sounds. The central theme of the show – curated by Paola Tognon – resides in the comparison of some of the most stimulating cultural realities which operate within a visual and musical environment, by looking for affinities, contrasts and symmetries, in a sensorial course which was dislocated at centers and institutions of our town). As related to the topic we have to remember the fundamental contribution of the Opera Theater, maybe the point of arrival of the multimedia approach of our Western civilization in the last two centuries. Nowadays, as Maria Rosa Sossai writes, it is evident that the concept of the image has acquired a specific rhythmic quality, while music accentuates its narrative character, goes beyond mere sonority and becomes a possible form in space. Music installations in museums have met a great approval by the audience, because they underline a character of visual art spectacularity, a decisive character in the esthetics of our years, right with a neo-baroque imprint as Omar Calabrese well states. Omar Calabrese explains modern aesthetics by the help of the term (as opposed to the category of ); better said, neo-baroque. That is, that which excites, with rhythm and repetition, excess, instability, disorder and chaos, that -more or less- and -I don't know what-, the art of disorder, which is thus always a geometry, as the genius – who applied fractals – has taught. Finally, nothing could be older than certain contemporary art. In music, Puccini and Mahler, according to Baricco, had the intuition of modernity, since they were not afraid or ashamed of offering pleasure, of suggesting a show, of marveling, mixing, of stepping down a little to take us even higher, who did not find the new only in a change of language mechanisms, as some would-be avant-gardes did: some so-called contemporary music (the dodecaphonic, atonal, the punitive, which, listen to this…, you cannot understand) is to be finally considered as a clear example of a dead track: it is not forward, he writes, . As per figurative art, we can say we have learned a lot from the subtle blue thread on the great white canvas, from the twenty stones set on the floor. Thank you so much, much meditation  was necessary , but  now  this is a study, not an emotion. 

Vjing, a possible answer to the human need of broadening our consciousness?
Undoubtedly, human history is accompanied by rhythms sided by a strong visual impact, from Sufi to Flamenco, from Taranta to dancing in a circle, and to tribal dances. The attempt of reaching a trance is sought through a narrow connection between visual and sound. It is a need which ethnographic and psychiatric studies call "positive disassociation", useful to continue in the development of social roles characterized by responsibility, but also by repetitiveness… A metamorphosis which induces – even if for a short time – the union between images-sounds and crowd becomes evident, and has since ever accompanied human communities. On the same line we can understand the public support given to German and English Vj's, explicitly addressed to the research of not chemical (bearer of "negative" disassociation) "stupefacient". It is curious that some similar commercial products are explicitly called Virtual Drug.It is particularly meaningful to notice how sensorial experiences -of a psychedelic kind- have suddenly appeared from the possibilities of few specialized or interested people, and have entered every pc, first timidly in mp3 readers, as MusicMatch or Winamp, now everywhere, incorporated in Windows Media Player. Even if rudimentary, their visuals offer a first approach also to the common user and the commercial choice would have not been carried out if administrators had not been aware they were answering a particularly requested need. Behind all this, as per videogames, new work for the artists and a new virtual by infinite place for their works.

Is  Emersion from the  Underground  near ? Undoubtedly Dj.'s have been the artists of the last decades, so much that each hairdresser has to get her/his own live set. Besides the joke, it is a positive trend for music, because the growth of a cultural mediator helps us to distinguish between what is good and what is bad. A Dj. does today what the book-seller and the librarian have been doing in the editorial field.As per the union between visual and sound, new spaces will certainly be opened, even outside the scene of the alternative night. John TUSA's essay seems prophetic to me (in Art Matters – Reflecting on Culture, Methuen Publishing, London, 1999 and 2000). The author, known director of the Barbican Center in London, comes from a celebrated television experience by the BBC. His is the idea of the use of several schemes in the most qualified televised broadcast, even in live shows. In the chapter "The Concert of the Future" Seeing will be Hearing (!!!), a program for the survival of a live show is traced, founded on the synergy between video and orchestra. Maybe some will be horrified, but today the direct form of communication, maybe thanks to television techniques already made natural to the perception of various generations, can be much more efficacious than many other reviews or than the better or less good room-booklets. Its offer is concentrated on the production of brief moments of information in a video – explanation or meeting with the artists, to communicate directly what it means to tell the show, how it is contextualized, which communicative instruments have been used, which is the point of view of the director. Anyhow, to be expected is the production of visuals on symphonic orchestras, as a partial overcoming of that chastised and Apollinian character which – starting from Beethoven – has been imposed to the listeners of the so-called educated music.

September 9, 2003                Antonio Lampis

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